Settembre 2017
8 Natività della Beata Vergine Maria
ore 19.45 Sala Moscati:
"Percorsi pastorali per Nuovi Stili di Vita"

12 SS Nome di Maria
14 Esaltazione della Santa Croce

15
Memoria della B.V. Maria Addolorata
ore 19.45 Sala Moscati:
Percorso della Parrocchia tra memoria e profezia (Nuovi Stili di Vita)

18 San Giuseppe da Copertino
19 San Gennaro
22 - ore 19.45 Sala Moscati:
Riflessioni sulla “Fides et Ratio”

23 San Pio da Pietralcina
Giornata Regionale
per la Custodia del Creato
29 Arcangeli Michele, Raffaele, Gabriele
ore 18.00 Sala Moscati:
Presentazione de “Il sangue non si lava” di Fabrizio Capecelatro

MIGRANTES

"Ero straniero e mi avete accolto"

Il mondo bussa alle nostre porte e chiede aiuto. Milioni di persone sono costretti a lasciare le proprie case, i propri cari e il proprio paese a causa della guerra e della povertà. Come italiani e soprattutto come cristiani, dobbiamo rispondere.

I telegiornali e le voci di strada ci presentano lo straniero come una minaccia, ma il vero problema è che da vent'anni a questa parte il fenomeno migratorio è stato il terreno di sfida e di raccolta voti di tutte le campagne elettorali. E le persone che morivano in mare non erano più numeri di una tragedia mondiale, ma carne da macello per i talk show.

Come Chiesa noi dobbiamo essere la differenza. Accogliere uno straniero vuol dire incontrarLo. Dare un nome. Riconoscere un volto. Scoprire che il rifugiato che arriva è una persona che ha una sua dignità.
L'incontro ci rende umani. Perchè è reale.

La Parrocchia ha aderito al progetto della CEI "Rifugiato a casa mia", progetto col quale si incoraggia le parrocchie e le famiglie a costruire un metodo di integrazione completamente innovativo: uno straniero accolto in parrocchia o in famiglia, impara la lingua, la cultura, le usanze e le aspettative del paese che lo ospita. Uno straniero accolto sarà un cittadino migliore.
Ad oggi, la nostra parrocchia ha ospitato cinquantasette immigrati, dando loro non solo vitto e alloggio, ma lezioni di lingua e processi di inclusione.

Ci sono tre modi di lavorare nel settore dell'immigrazione: c'è chi lavora sugli immigrati, chi lavora per gli immigrati e chi lavora con gli immigrati. Noi come parrocchia abbiamo scelto di lavorare con gli immigrati per renderli soggetti attivi nel processo di inclusione.

A Caserta questo progetto vede studenti stranieri a scuola di italiano. E poi gli stessi stranieri fanno doposcuola ai bambini, insegnando loro gratis inglese e francese. Questa è inclusione. Gli africani hanno una concezione antropologica che è stupenda: il singolo come parte di un grandissimo insieme, dove la diversità è ricchezza e il dialogo è vita.


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