LITURGIA - I SACRAMENTI

IL BATTESIMO
Il Battesimo è il sacramento della fede e viene dato nella fede della Chiesa, corpo di Cristo. E’ un gesto di salvezza della comunità di Cristo che accoglie i nuovi figli. I genitori, i padrini, la comunità cristiana presente rinnovano la professione di fede e si impegnano ad educarli. La Chiesa, come madre premurosa, alleva questi nuovi figli e li segue nel cammino di iniziazione cristiana. Con il sacramento del Battesimo si entra a far parte della comunità.
“Siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo” (1Cor. 12,13).
Nella nostra Parrocchia il Battesimo viene celebrato durante la S. Messa delle ore 12.00 della domenica. Nel corso della celebrazione viene proposta una catechesi liturgica sui gesti e segni del rito.
E’ previsto un incontro, nel giorno della festa del Battesimo di Gesù, con tutti i battezzati nell’anno.
LA CONFERMAZIONE
Battesimo e Confermazione sono come la nascita e la crescita, inizio e sviluppo della vita di fede sotto l’azione dello Spirito Santo.
Nella Confermazione ognuno dice personalmente il proprio “si” a Cristo e alla Chiesa.
E’ la scelta di vivere da cristiani sostenuti dallo Spirito Santo, secondo la propria vocazione.
Nella nostra Parrocchia viene celebrata nel mese di giugno durante la S. Messa presieduta dal Vescovo.
L’EUCARISTIA
L’Eucaristia è nello stesso tempo e inseparabilmente:
o Il memoriale della morte e risurrezione di Gesù, cioè la ripresentazione fino alla sua seconda venuta del mistero pasquale,
o Il sacro banchetto nel quale, comunicando al corpo e sangue di Cristo, il popolo di Dio partecipa al suo sacrificio pasquale, rinnova il nuovo patto tra Dio e gli uomini, stabilito una volta per sempre nel sangue di Cristo, prefigura e anticipa il banchetto finale nel regno del Padre (cfr. S.C. 47).
I cristiani, cibandosi del corpo di Cristo nella Santa Comunione, mostrano concretamente l’unità del popolo di Dio. “Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (1Cor. 10, 17).
- L’EUCARISTIA DI PRIMA COMUNIONE. La celebrazione prevede il rinnovo delle promesse battesimali con il coinvolgimento dei genitori che accendono la candela al cero pasquale e la consegnano al proprio figlio con le parole “Ricevi la luce di Cristo”.
La proclamazione della Parola di Dio è affidata ai catechisti. La processione offertoriale è fatta dai bambini che portano all’altare l’ostia. La preghiera del Padre Nostro è vissuta come epifania di Chiesa: i bambini salgono sul presbiterio e si dispongono a semicerchio intorno alla mensa, mano nella mano, e vi restano fino allo scambio della pace prima con il Celebrante e poi con i genitori.
- L’EUCARISTIA NEL GIORNO DEL SIGNORE. La partecipazione alla Messa festiva è per molti l’unica riflessione settimanale sulla Parola di Dio, per i quali così si adempie ad un precetto e ad un dovere. Si vorrebbe che fosse recuperato l’aspetto gioioso del banchetto, che la Messa richiama. La Celebrazione Eucaristica quindi viene preparata nella settimana che precede la domenica con la scelta:
- dei canti secondo la tematica,
- dei lettori per la proclamazione della Parola di Dio,
- dei segni che comunicano un messaggio pastorale,
- di intenzioni particolari per la preghiera dei fedeli,
- di modalità per la processione offertoriale commentata.
L’animatore liturgico, prima della celebrazione, presenta all’assemblea il tema della domenica con una monizione e prova con i presenti i canti. Nel corso della celebrazione, periodicamente, vengono proposte delle brevi catechesi sulle parti della Messa.
La celebrazione del Giorno del Signore è di tale importanza nella vita della comunità, che merita di essere trattata in modo specifico. Sarà argomento di un capitolo a parte nel quale verrà riportato il cammino indicato dal Vescovo nella lettera pastorale “Il Giorno del Signore”.
LA PENITENZA
Il sacramento della Riconciliazione è il punto di arrivo di un cammino di conversione del peccatore.
Questo cammino dal peccato alla grazia, dalla rottura alla comunione è espresso da Gesù nella parabola del figliuol prodigo (Lc 15, 11-32). Ogni volta che il penitente si accosta al sacramento della Riconciliazione compie i gesti di conversione del figlio che, dopo aver speso tutti i suoi averi nel peccato, si ritrova solo e privo di tutto, si pente e ritorna alla casa del Padre che lo abbraccia, lo perdona e fa festa.
LA PRIMA CONFESSIONE o Festa del Perdono viene celebrata, al termine dell’itinerario annuale di preparazione, nell’ultima settimana di maggio. La liturgia prevede vari momenti:
- l’accoglienza;
- l’iscrizione del nome (vorrebbe idealmente richiamare l’usanza della Chiesa primitiva, nella quale all’inizio del cammino di preparazione ai sacramenti veniva ufficialmente iscritto il nome dei catecumeni nell’apposito libro. Qui si vuole evidenziare l’adesione di chi si prepara a vivere solennemente la riconciliazione);
- il segno di croce al fonte battesimale (l’acqua battesimale richiama anzitutto il primo sacramento ricevuto dai ragazzi, il Battesimo, e la dimensione purificatrice di tale sacramento);
- la proclamazione della Parola di Dio;
- l’esame di coscienza;
- la confessione individuale;
- la scrittura del post-it (è un modo semplice per “visualizzare” uno o più peccati, che i ragazzi mettono a fuoco come mancanza più significativa. Questi peccati vengono attaccati a una croce nuda che richiama il suo valore redentivo e il carico di peccati che Cristo ha portato per noi. Al termine della Confessione i biglietti vengono bruciati, volendo esprimere con questo gesto il valore purificatorio della grazia: il fuoco è segno dell’eliminazione totale del peccato);
- il ringraziamento spontaneo o preparato durante la catechesi;
- la recita del Padre Nostro (attorno all’altare, tenendosi tutti per mano con il Celebrante);
- la benedizione finale.
LA CONFESSIONE viene celebrata ogni giorno almeno un’ora prima della S. Messa.
E’ sempre disponibile un sussidio per l’esame di coscienza che si articola in tre punti: amore verso Dio, amore verso il prossimo, amore verso le cose.
Nei tempi forti vengono celebrate liturgie penitenziali comunitarie.
L’UNZIONE
“Con la sacra Unzione degli Infermi e con la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché rechi loro sollievo e li salvi, anzi li esorta ad unirsi spontaneamente alla passione e morte di Cristo, per contribuire così al bene del popolo di Dio” ( dal Rituale).
Nella nostra Parrocchia viene celebrata oltre che singolarmente, secondo le necessità, anche in forma comunitaria, il 13 maggio, memoria della Madonna di Fatima, con un invito personale recapitato a tutti i fedeli della Parrocchia che hanno raggiunto i 70 anni di età.
IL MATRIMONIO
Il Matrimonio sacramento:
- è una chiamata di Dio a vivere l’amore umano imitando l’amore di Cristo;
- è la risposta ad una vocazione di Dio che chiama i coniugi ad entrare nel suo progetto: rinnovare il mondo e portare tutti gli esseri umani alla salvezza, facendo entrare il dinamismo dell’amore nel cuore degli uomini;
- non è un sì detto una volta per tutte. E’ l’impegno dei coniugi, è una forza che viene dall’alto per crescere nell’amore.
Lo Spirito Santo nel matrimonio dona all’uomo e alla donna un cuore nuovo e l’amore umano viene trasfigurato ed elevato.
La vita coniugale, attraverso il dono del sacramento deve aprirsi all’accoglienza di Dio, del prossimo e della vita.
Nella celebrazione del sacramento, attraverso dei segni, cerca di evidenziare la necessità di questa triplice apertura.
Nella preparazione della liturgia, poi, si cerca di coinvolgere quanto più possibile la coppia dei futuri sposi.
Si consiglia loro:
- di adoperarsi affinché il matrimonio in chiesa sia autentica celebrazione e preghiera,
- di preparare il rito con il sacerdote celebrante scegliendo le letture, formulando le intenzioni della preghiera dei fedeli, leggendo loro stessi o affidando la proclamazione della Parola a chi può farlo in modo dignitoso,
- di preparare eventualmente una processione offertoriale ed un libretto per la celebrazione,
- di procurare un organista per una proposta di musica religiosa e un fotografo che non disturbi la celebrazione,
- di preoccuparsi perché l’addobbo con i fiori sia accurato ma sobrio,
- di avere attenzione perché la sacralità del momento liturgico sia rispettata insieme alla religiosità del luogo.
Sprecare è contro la povertà e la parsimonia ed è un’ingiustizia nei confronti dei poveri. A tal fine si consiglia di evitare gli sprechi nei festeggiamenti e di aiutare con l’equivalente persone che vivono nell’indigenza. In particolare, si propone l’aiuto a una missione specifica (adozione a distanza, bomboniere solidali…).


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